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Profilo professionale
dell’Art Director


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di Accademia


Supervisor: Valentina Majocchi, Graphic Designer

Premessa
Il sogno di lavorare nella pubblicità creando quelli che una volta venivano detti "slogan" - dove l'immagine era un corollario delle parole - è stato ed è il sogno di molti giovani, ma sino all'avvento delle tecnologie, questo sogno poteva realizzarsi solo per coloro che, oltre a sentirsi creativi ed attratti da quella particolare forma di arte che è la pubblicità avevano la cosiddetta buona mano, quelli che sapevano disegnare..

L'avvento delle tecnologie ha cambiato il mondo e, nel mondo, ha sicuramente cambiato quelli che venivano considerati i requisiti indispensabili per un art.

Oggi possono aspirare a diventare art director anche coloro che non sanno disegnare ma posseggono la conoscenza approfondita di alcuni programmi che consentono di produrre immagini altamente qualificate, assolutamente più curate nel minimo dettaglio di quelle realizzate a mano.

Ma la perfezione di un'immagine non è sufficiente, è come la bellezza di un viso: se non è espressivo non ci dà emozioni. L'immagine deve essere, nella combinazione e integrazione con le parole, l'espressione metaforica del concetto/cuore della strategia di comunicazione. Deve creare emozioni, deve far sognare, deve anche trasgredire dai parametri della bellezza e/o della perfezione tecnica, deve essere ricordata e non farsi dimenticare.
Non basta fare l'art director, bisogna essere un Art Director: Questo mestiere è sempre più difficile, oggi siamo tutti imbevuti e ormai saturi di immagini, è il nuovo, il diverso che cattura la nostra attenzione e ancora ci affascina.
Internet offre infinite varietà di immagini già pronte! Una volta i nostri studenti creativi, dopo aver ricevuto il brief, parlavano, pensavano, sognavano, ascoltavano musica, andavano in giro, andavano in tram, lasciavano che le innumerevoli immagini/suoni/odori/rumori/percezioni della pelle, di tutti i sensi, sentissero e da queste sensazioni nasceva l'idea.
E poi l'idea piano piano prendeva forma, si collocava in un contesto, si ampliava o riduceva nei vincoli del brief ma senza mai perdere il proprio significato fortemente metaforico.

Da quando c'è internet i nostri creativi tendenzialmente se ne stanno seduti davanti ad un computer e cercano, cercano nelle banche immagini finchè non trovano un'immagine che esprima così com'è o riadattata, un'idea da loro già formulata.
Così facendo finiscono per clonare sempre gli stessi simboli, le stesse forme, gli stessi colori.

Il mestiere è diventato più facile? Prima nasce l'idea e poi si cercano le immagini che la rappresentino? Non si rischia di stare negli stereotipi e perdere quell'unicità creativa che era il risultato della combinazione di pensiero e sensazioni veramente innovative?
La pubblicità intorno a noi ci fa sognare? Gli spot, le affissioni, ci danno emozioni irripetibili?
Corriamo a comprare quel prodotto perchè nel darci emozioni sono riusciti a persuaderci?
Mah!
Le tecnologie sono indispensabili, consentono complessità e tempi una volta inimmaginabili, ma le tecnologie sono solo strumenti, la mano di una volta.
Da sempre digitale e analogico sono stati complementari, come lo sono le due parti del nostro cervello.
Ora il digitale è più complesso dal punto di vista tecnologico ed ha bisogno di un'immaginazione più fertile, di una maggiore creatività. E allora l'art deve tornare ad essere quella particolare persona che vede immagini, sente immagini, ascolta immagini, i pori della sua pelle sono occhi, i suoi sensi, tutti, si sensibilizzano all'unisono nella ricerca della metonimia o della metafora, in quell'attimo che saprà esprimere il senso di tutto il lavoro strategico che è stato elaborato.

Destinatari
Il Master in Art Direction si rivolge a coloro che vogliono tutto questo ma che, naturalmente, già posseggono la maggior parte delle tecnologie, che già hanno acquisito la base grafica indispensabile, che si sono già un po' sperimentati nell'area della pubblicità, (altrimenti il percorso, partendo da zero. sarebbe di tre anni) e che hanno la necessità di armonizzare tutto ciò che già posseggono nel crearsi una forma mentis attraverso la quale veicolare la propria creatività, e nello sperimentarsi, sotto la guida di Direttori Creativi (che poi ritroveranno in Agenzia quando andranno a lavorare), nella realizzazione di campagne pubblicitarie per Aziende, No Profit, o per Concorsi prestigiosi italiani e internazionali.

Docenti
I docenti sono Direttori Creativi, Art Director ed Esperti di Comunicazione Visiva delle più importanti Agenzie italiane e internazionali.


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Chi frequenta il Master in Art Direction potrà lavorare:
- come Art Director



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